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Weekend sur la neige

Gruppo

Lo so, lo so, è parecchio che non aggiorno il blog, ma sono stato impegnato in tantissime cose. Mi rendo conto che c’è della gente di basso livello che rosica a vedere foto e filmati che metto, sono stato in grado di filtrare questo blog dalla Francia, non esiste un modo di filtrarlo dai rosiconi. Quindi spero che chi legga qui sia un pò più di alto livello, sennò può anche andarsene a fare in culo.
Oggi vi parlerò della fantastica esperienza sulla neve: non sono mai stato sulla neve, non a fare sport invernali intendo: mai salito sugli sci, mai sullo snowboard. E l’anno scorso non c’era un corpulento gruppo di amanti di sport invernali, e comunque in inverno ero ancora in gabbia, e l’anno prima lo stesso… Insomma, avevo visto persone che conosco che andavano quasi, se non tutte le settimane, a sciare, e mi era venuta una voglia matta di provare. Ah, i vantaggi della Costa Azzurra: di fronte il mare e a pochi km la montagna…
Insomma, tre weekend fa mi son trovato senza attrezzatura mentre gli amici di qui andavano per la prima volta tutti assieme, così son sceso in Italia e ho investito 240 euro al Dechatlon per: una maglietta da pelle calda traspirante (tecnica), una calzamaglia calda traspirante (tecnica), calzettoni imbottiti, un gilet piumato scomponibile, giacca a vento e calzoni regolabili, un kit di guanti, cappello e coprigola di lana e per finire guanti da sci e maschera.

VinceEMeCosì, dopo mille problemi (le macchine, prenotare un albergo, affittare l’attrezzatura, trovare due maestri…) siamo riusciti a definire i dettagli del nostro weekend a Limone (CN). Sveglia sabato mattina alle 5.45 (ebbene sì), preparazione finale, colazione e via: ritrovo con gli altri (eravamo 16 sabato, 12 domenica, 4 stavano un giorno) e poi partenza.
Due ore di viaggio in macchina ed eravamo a Limone, parcheggiare è stato un pò duro, e il check in all’albergo lo abbiamo fatto per telefono. Uno di noi è andato a prendere gli skipass (anche per me… anche se non l’ho usato, buttando nel cesso 25 euro) mentre gli altri sono andati a ritirare l’attrezzatura a noleggio (noi l’avevamo prenotata su Skiset mentre altri hanno usato Skimium: sono equidistanti o quasi, non cambia nulla logisticamente).
Insomma, alle 11 eravamo sulla neve col maestro di snowboard: quello che avevo io era anziano e svogliato da pazzi, gli altri avevano un ragazzotto volenteroso che disegnava anche traiettorie sulla neve. Insomma, tante culate, poi pranzo, poi altre culate fino alle 17.

AlbeAlissiaMeA fine giornata ci siamo fatti le ultime bevande (bombardini, caffè…) e poi via all’albergo. L’albergo era a Vernante, Hotel della Valle, un posto caruccio, ben tenuto, unico difetto erano i letti in pietra (per capirci, nonostante stanchezza e alcool io non son riuscito a dormire un minuto), siamo stati lì due orette a parlare e bere (soprattutto, per me, la seconda), poi avevamo prenotato per cenare a Brew Pub Troll, un posto splendido a 100 metri (fattibilissimi a piedi) dall’hotel.
Qui abbiamo mangiato spendendo pochissimo, abbiamo bevuto birra, vino, limoncello, fagocitato carne, salumi e… insomma, io e Alberto dopo poco eravamo ubriachi persi, dicevamo cazzate, facevamo battute alla cameriera (Alberto ha anche abilmente tentato di invitarla da qualche parte, per poi cambiare discorso quando ha visto che andava male).
Dopo la cena tutti a casa tranne me, Alberto, Alissia e Vincenzo che siamo stati in giro a giocare nella neve. Verso mezzanotte abbiamo importunato la ragazza che faceva la receptionist all’albergo e poi ci siamo fidati del suo giudizio e siamo andati in cerca di un discopub a piedi (nessuno era in grado di guidare), salvo poi rinunciarci per vari motivi.
La serata è finita intorno alle 2 del mattino a dire cagate in camera nostra.

Il giorno dopo colazione e poi sulla neve tutta la mattina. Io son caduto male e mi son fatto male alla schiena. Subito dopo mangiato siamo rientrati, chi prima e chi dopo, a casa. Vi lascio il video relativo ai due giorni.

Stay tuned!

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Le “shit incident”

Ho deciso che gli ultimi due post è meglio che restino privati. Li terrò solo a mia imperitura memoria. Quello che la gente deve sapere è che ho un supervisore un pelo “unfriendly” che voleva mandarmi via senza motivazioni concrete, sono andato dal suo capo a spiegargli la cosa e, nonostante all’inizio mi abbia detto di non nutrire speranze, nonostante poi abbia fatto un meeting solo lui e il supervisore escludendomi, alla fine mi ha spostato di team dicendomi pure che non verrà tenuto in considerazione nessun feedback negativo. Quindi alla fine vittoria completa e rimarrò quasi al mio posto!
Chi di voi si ricorda la storia della cagata romantica? Un grande classico delle mie parti, che aveva il solo difetto di essere assolutamente inventato, ma che ci ha commosso un pò tutti, o meglio, ci ha fatto sbuzzare dalle risate.
Ebbene, sembra che in una multinazionale europea sia successa una cosa molto divertente sullo stesso tema. Non ho verificato la veridicità ma sapete bene che non è importante. La fonte è un tizio che lavora là e che dice di avere una prova che era girata tempo dietro.

Maybe it is not for the happy ending.
Maybe it is for the story.

– Anonimo

Un giorno un tizio, al lavoro, sente il bisogno di andare in bagno. Al limitare del gabinetto più vicino inizia ad avvertire una impareggiabile inalazione di merda. Impareggiabile ma solita, i bagni spesso non profumano di vaniglia. Entra nel cesso e trova l’imprevisto: qualcuno aveva letteralmente mancato il cesso, e aveva cagato al suo lato. Una spruzzata esagerata.
Forse il lettore più attento potrebbe domandarsi come fa una persona, nella consueta posizione dedicata alla defecatio, a mancare il buco del cesso. Sinceramente immagino sia la stessa domanda che si è posto il povero tizio nel vedere la merda fuori dal vaso. Soprattutto in un posto di lavoro, dove generalmente non dovresti essere così ubriaco da mancare la tazza col culo!!!
Ma non era finita lì: inorridito dall’odore e dalla situazione, il tizio si guarda intorno e vede l’imprevedibile: una serie di orme di merda che conducono fuori dall’ “ufficio gestione affari sporchi” e porta ad un ufficio in cui lavoravano tre persone, una ragazza e due maschietti.

L’odore nauseabondo stava impedendo il lavoro a due di queste persone, inclusa la ragazza, mentre il terzo non muoveva lo sguardo dallo schermo e sembrava concentrarsi troppo su quello che faceva. Il sospetto ricadde su di questo. Tuttavia che fare? Il tizio chiama il numero interno per la risoluzione dei problemi.
Risponde la consueta vocina femminile che chiede quale sia il problema, e il tizio le dice “Eh, guardi, abbiamo il pavimento sporco con delle zampate di merda“. Mi posso solo immaginare la faccia della ragazza che apre i ticket per gli incidenti.
Ovviamente la procedura prevede che, quando si telefona per un incidente, venga poi mandata una mail ricapitolativa dell’apertura dell’incidente stesso. E così è stato. E quale poteva essere l’oggetto della mail? Beh, “shit incident” ovviamente!

Ogni riferimento a fatti o cose realmente esistenti è stato abilmente omesso per motivi di privacy.
Stay tuned!

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Problèmes de carburant

Giovedì sera sono rientrato in Italia. Perchè non è cosa da discutere qui (anche perchè più del 50% dei lettori sa già la risposta, e gli altri non devono saperla), diciamo che dovevo andare in un posto in Emilia Romagna. Solo che, causa movimento dei forconi avevo capito che in tutta Italia c’era carenza di benzina. Contando che tra l’altro in Francia il prezzo della benzina è sceso ancora (ora si aggira a 1.38 euro contro gli 1.63 euro al litro dell’Italia) ho pensato di prenderne 20 litri laggiù e usarli per fare avanti e indietro dal posto dove dovevo andare. A conti fatti sarebbero bastati per andare, tornare e per fare quel pochino di benza che serviva per il ritorno in Francia.
Prendo le due taniche e la sera, alle ore 22, parto da casa a Juan, direzione Carrefour di Antibes. Qui mi fermo, faccio il pieno e riempio la prima tanica, stando bene attento a farla il più possibile piena. Quando è bella piena la tappo ma, suddenly… un odore atavico di benza mi pervade la narice, abbasso gli occhi è TRAGEDIA!!! La tanica era bucata a metà!!! Mando un Fax a Gesù con alcune considerazioni su sua madre, intanto prendo un pezzo di carta e inutilmente cerco di bloccare la fuoriuscita. Nulla da fare ovviamente, e una rapida analisi della tonnellata di roba inutile che ho in macchina non mi aiuta a trovare qualcosa che potesse arginare il buco.
Cerco almeno di travasare la benza nell’altra tanica, ma la cosa senza imbuti si fa disperatamente complicata: il liquido esce e tempo un secondo e circa tre, quattro litri di carburante sono al suolo.
E’ la volta di chiamare in causa il padre di Gesù! Ma Lui non risponde. La gente che arriva mi guarda sguazzare nel petrolio raffinato, bestemmiando, coi piedi che iniziano a sentire l’umido. Prendo le due taniche e mi allontano per finire il lavoro nell’ombra della notte. Rimango in un angolo, come un fantasma, unico segno della mia presenza il Requiem di bestemmie che sto innalzando al Signore.

Di 10 litri ne avrò salvati 5. Mi dò alla fuga. Salgo in macchina e solo il buon Dio sa per quanto ho continuato a bestemmiarlo. I fumi della benzina mi stavano soffocando, ho girato per una buona ora alternando finestrini chiusi e soffocamento a finestrini aperti e freddo. Superato il confine mi fermo al primo autogrill e pulisco tutto: me, la tanica mezza piena, il volante e le scarpe. Grazie a Dio la suprema arte del coito in macchina mi fa tenere sempre un pacco di salviette umidificate e l’amuchina. Pulisco e riparto, finalmente senza più bestemmie.
Ma, come sa chi conosce la storia dell’ultima volta che la batteria mi è finita a terra a Genova, quando una serata ha un imprevisto per me vuol dire che a breve ne accadrà un secondo. Detto fatto, subito dopo la galleria a Ceriale vedo nell’altra corsia il cadavere di una bestia morta di grandi dimensioni. Sto ringraziando Dio di averla schivata quando suddenly mi rendo conto che quella che ho schivato era mezza carcassa, l’altra metà la centro in pieno. La macchina sbanda, e la preoccupazione di avere maciullato una bestia grossa (e quindi avere potuto rovinare in qualche modo la ruota o la gomma) mi spinge ad un estremo saluto a Dio.
Adesso mi pongo una domanda: faccio quel tragitto quasi tutte le settimane e non capita un cazzo, possibile che una volta che devo farlo in tranquillità che mi aspetta un secondo tragitto la mattina presto, succede di tutto?

E tutto questo senza contare che il giorno dopo, di ritorno dall’Emilia Romagna, mi son beccato pure il terremoto!!! Giusto per tirarmi su il morale vi lascio un filmato porno con due tette di eccellenza. Potete trovarlo qui.
Stay tuned!

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La responsabilité

Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori
– Euripide

Ma non mi dire?!? Ho sentito una cosa che ho sentito dire tempo fa da uno che di politica ne sa zero e economia ne sa meno di zero. La cosa che ho sentito dire è che, parafrasando, “in una Italia che cerca finanziamenti da investitori stranieri“, nel senso che circa il 50% del debito che vendiamo viene comprato da investitori stranieri, “l’immagine dello stato è essenziale, quindi è normale che gli investitori schifino l’Italia se il suo Premier che rappresenta lo stato viene considerato un buffone“. Il tizio che lo diceva nell’ignoranza di economia e della politica ero io. Tempo fa, all’era del Bunga Bunga, io ricordavo che in una Europa dove un team francese passava la sua pausa caffè ad insultare il Premier del suo collega italiano, andare poi a chiedere alla stessa gente di prestare soldi agli italiani rappresentati proprio da quel Premier era abbastanza stupido.
Le notizie come quella del Bunga Bunga, che molti depolemicizzavano dicendo che “a casa sua il Premier faccia quello che vuole, basta che poi risolva i problemi“, erano notizie che andavano divulgate, perchè lo stato e il mondo devono sapere, ma la cosa sbagliata non era la diffusione, la cosa sbagliata era la conseguenza: negli stati seri sarebbe crollata una intera classe politica, in Italia non succedeva nulla. In Italia, certo, ma nel mondo la nostra credibilità andava a cagare, quelli che sono gli investitori di oggi come di ieri, sia oggi che ieri han smesso di credere in uno stato che permette a un puttaniere (con sospetta pedofilia) di rimanere a essere il capo di uno stato, gli stessi Italiani han smesso di comprare il proprio debito.
E sebbene si possa discutere a lungo sul modo con cui uscire da una economia che paga il debito con altro debito, che esige soldi da altri per pagare servizi utili a se stessa, fino ad oggi noi ci siamo finanziati proprio col debito, chiedendo alle banche e agli investitori di darci soldi. E non è una cosa che domani possiamo smettere di fare di punto in bianco.

A chi va la responsabilità di tutto questo, quindi? Beh, dal mio punto di vista non a Monti, lui è un teorico dell’economia, lui sa che bisogna fare certe cose e le fa perchè sulla carta sa che servono. Se poi tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, non è colpa sua. Fa quello che i nostri politici non hanno avuto la faccia di fare per decenni, e se anche sbagliasse, ci ridà un minimo di fiato, ridà all’Italia una cosa che gli è mancata per 20 anni: la credibilità.
La responsabilità è tutta del cittadino: lo stesso che ha votato Berlusconi, che gli ha permesso di stare là quasi consecutivamente per 17 anni, la colpa è del cittadino che non si ribella, che non insorge. La colpa è di quelli che, o per interesse o perchè han subito il lavaggio del cervello, han difeso e permesso a un cialtrone di ridurre l’Italia, un paese di rispetto e di onore, il paese della Mafia e dei puttanieri, di quelli che fanno Bunga Bunga, di quelli che non lavorano un cazzo ma che spendono le loro energie a cercare di fregare il prossimo, invece di produrre.
E se il cittadino ha la responsabilità politica di come si trova ora l’Italia, ha sicuramente anche quella economica. Ogni persona che fa qualcosa di illegale perchè se non lo fa è scemo, perchè se si può si risparmia anche il singolo euro alla faccia degli altri, ogni persona che mette in gioco le conoscenze seguendo la filosofia che nella vita è meglio appoggiarsi al favoritismo che non essere regolari, tutti quelli che non solo si comportano così, ma insegnano a parenti, amici e figli a fare lo stesso, non sono più furbi di quelli che sono regolari, sono solo più ladri.

Stasera guardando una nota trasmissione ho sentito il parere di una ragazza siciliana di 18 anni, che ha elaborato e esposto in maniera semplice una sua idea complicatissima. Viviana ha detto: “Viviamo in una dittatura econonica nascosta. Noi non ci stiamo a vivere avendo paura del nostro futuro“. Un futuro che, grazie a Dio, per me è più affrontabile essendo io nato abbastanza nel passato. Ma che futuro può avere un ragazzo, quando fino a ieri si è cercato di rendere la cultura un business favorendone la forma privata, quando si è esplicitamente detto che non c’era spazio per le materie di studio che “non riempiono la pancia” e quando si sono eliminati sempre di più i finanziamenti allo studio?
Al giornalista che stasera diceva che in Italia bisogna iniziare a considerare che i ragazzi devono andare all’estero a vivere perchè lavorare in Francia vuol dire lavorare sempre nello stesso stato, lo stato-Europa, vorrei rispondere che 1. all’estero investono sulla formazione, come potranno continuare ad essere competitivi i nostri connazionali più giovani? 2. se la gente studia in Italia ma va a lavorare in Francia, l’Italia avrà pagato (poco) per formarlo e la Francia avrà guadagnato una persona in più che produce e paga tasse, quindi l’Italia sarà sempre più povera e arricchirà le altre nazioni estere, 3. ma il nazionalismo è solo francese e tedesco?
Stay tuned!

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Encore des problèmes avec le français (partie II)

Domani vado a Parigi a reincontrare Jessica. Sto la’ fino a domenica 13, quindi come ho detto in un post breve, probabilmente non ci saranno aggiornamenti in questo perido. Spero ovviamente di migliorare il mio francese, perche’ ancora ci sono gravi problemi. E oggi, per lasciarvi l’ultimo post prima della partenza (dopo e’ facile che ci siano solo aggiornamenti brevi, che posso mandare dal cellulare), vi voglio raccontare ancora un paio di figure di merda col francese.
Vado al Centre des impôts a pagare la tassa d’abitazione. Se abiti in Francia devi pagare qualcosa come una mensilita’ d’affitto anche al governo francese. Io nel 2010 son stato 3 mesi, cosi’ ho dovuto pagare 230 euro (e’ una balla che si paga solo se sei inquilino dal primo gennaio). Vado allo sportello e dico “Je douvrais payer ce ca” (scusate ma non so scrivere la cediglia). La tizia mi guarda un po’ storto e dice “Cash?“. Io, col cazzo gia’ duro per avere scoperto che cash viene usato anche in Francia, rispondo oui e la tizia mi dice di andare alla cassa.
Gia’ mi faccio notare perche’ la cassa e’ dietro due porte col vetro blindato, stile banca: premi un pulsante e ti da’ accesso alla prima anticamera, poi quando la prima porta e’ chiusa entri nella seconda premendo il relativo bottone. Solo che la seconda non si e’ aperta subito, e sembravo un rapinatore che cerca di buttar giu’ una porta blindata. Poi arrivo li’ e dico la stessa frase: “Je douvrais payer ce ca“, solo che il commesso mi risponde: “en especes?” e io “comment?” e lui “en especes?” e io “comment?” e lui “en especes?” e io “comment?“… Alla terza volta una dietro si mette ad urlare “IN CONTANTI, WITH CASH…” e io, tranquillo, “ah, oui“.
Giustamente una mia collega virtuosa della lingua francese mi ha suggerito, dopo, di dire in queste circostanze “Est-ce que vous pouvez parler francais?” come se fossero loro a sbagliare a parlare.

A pranzo, 3 ore dopo, andiamo a mangiare ad uno snack bar in un edificio chiamato Les Espaces. Prendo una cosa mortale e vado a pagare. Alla cassa mi dicono quanto veniva il conto e il cassiere pone la domanda: “en especes?“. Io penso subito “Possibile che mi stia chiedendo se mangio qui a Les Espaces?” e dico “comment?” e lui “en especes?” e io “comment?” e lui “en especes?” e io “comment?“… A quel punto ho avvertito come l’urlo della commessa del Centre des impôts e mi son reso conto di cosa stesse cercando di dirmi.
Non sono comunque l’unico ad avere problemi di lingua, come gia’ vi avevo accennato. La mia collega virtuosa della lingua francese oggi me ne ha raccontata una capitata a lei. Sono mesi che ha problemi con la Bouygues, la compagnia telefonica, perche’ in casa non le funziona il router. Ieri li ha chiamati, e non si scappa, bisogna parlare loro in francese.
A un certo punto della chiamata la fatidica domanda della centralinista “A quel étage habitez-vous?” (a che piano abita?) e la mia collega “treizième” (nota che si legge tresiem, e significa 13esimo, ma lei voleva dire troisième che si legge truasiem e vuol dire terzo). La centralinista rimane un po’ sbigottita e chiede “Combien d’étages comporte le bâtiment?” (quanti piani ha il palazzo?) e la mia collega “six” (sei).
Mi immagino sta tizia che si fa uno schema di palazzo e scrive sulla cima “Piano 6” e molto piu’ in alto mette una X con scritto “lei si trova qui“. Si sara’ domandata se ci arrivava con l’ascensore.
Per oggi e’ tutto, buona settimana e… stay tuned!

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Encore des problèmes avec le français

Oggi altre due figure di merda col francese. A due a due come le ciliege, ma per fortuna oggi non sono io l’artefice. Il problema e’ che a spiegarle non risulteranno mai veramente comiche come a viverle, ma una mi ha fatto piangere dal ridere e non mi ha permesso di rimanere serio per tutto un pomeriggio. Parto ovviamente da quella poco comica, perchè è nel finale che vi voglio stupire con ilarità e divertimento.
Ieri l’altro eravamo a pranzo io e un soggetto che per la privacy chiamero’ Sandokan. Ovviamente parlavamo italiano essendo italiano anche lui. Parlando del fantastico corso inutile di francese che sta seguendo, mi dice “Domani facciamo il passe’ compose’, cosi’ potro’ dire…” e dicendo questo si e’ alzato in piedi e ha aumentato il volume della sua voce “J’AI MANGE’ LE POISSON!!!” dimenticandosi che intorno tutti non capiscono l’italiano ma capiscono il francese. Infatti l’han guardato TUTTI male.
Provate a immaginare: siete a mangiare e sentite due che parlano una lingue incomprensibile, poi uno si alza urlando “Ho mangiato il pesce!!!“. Almeno almeno pensate “Bravo ma… chissenefotte?!?“, solo che i francesi sanno essere rancorosi se pensano che state prendendo per il culo la loro amata lingua.

La seconda e’ opera di quella persona che va a colpo sicuro col francese finche’ non scopre che la sua sicurezza si basa su feci, perche’ il francese non lo sa ancora (abbastanza) bene. Per questo lo chiamero’ Ogino-Knauss, come l’inventore dei periodi fissi di fertilita’ della donna che allo stesso modo era sicuro finche’ non si e’ reso conto che i cili femminili sono irregolari come i peti di un culo mentre viene sculacciato.
Ogino qualche giorno fa, a pranzo, si e’ reso conto che per tagliare un pezzo di manzo grosso come un tronco non poteva bastare il coltellino che ti danno in dotazione in mensa, ci voleva il coltello da macellaio che puoi prendere solo in un determinato posto della mensa, cosi’ si e’ alzato ed e’ andato a prendere questo coltello. Arrivato di fronte alla cesta l’ha trovata vuota, dovevano portarli appena lavati. Ad attenderli anche un uomo completamente calvo.
Ogino ha quindi l’intuizione chiave: chiedergli, in francese, da quanto stava aspettando i coltelli. Si avvicina e dice “Combien de temps est-ce que tu attends pour le coupe?!?“. Solo che i coltelli si chiamano couteaux, coupe e’ il taglio di capelli!!!
Provate a immaginare: siete pelati e state aspettando dei coltelli e vi arriva da dietro uno e vi chiede “da quanto state aspettando per un taglio di capelli?!?“. Ma cazzo, SIETE CALVI!!! Vi sta prendendo per il culo?!?
Queste sono le fantastiche figure del cazzo che si fanno in Francia!
Stay tuned!

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Attirer les femmes (Partie I)

Foto del salone Eropolis

Immagine presa da qui.

Ne ho sentite di tutti i colori nella vita, ma ultimamente il mondo si sta specializzando nel raccontarmi tecniche di abbordaggio che hanno dell’incredibile. Il nostro mentore è un personaggio mitologico che chiameremo col nome fittizio di Luca, creatura apparsa e scomparsa e di cui quindi nessuno può dare per scontata l’esistenza.
Alcuni fatti sono entrati nella leggenda, altri sembrano semplicemente racconti per ridare speranza all’umanità. Quello che pochi sanno è che queste cose sono sempre avvenute in presenza di testimoni affidabili e quindi sono possibilmente verosimili.
Premettendo che la persona in esame si aggirava per Nizza senza sapere una parola di francese, sapendo poco l’inglese e giusto un pò di italiano (se così possiamo chiamare la lingua dialettale che usava), capirete che tutto ciò che è riuscito a fare denota solo una capacità soprannaturale chiamata volgarmente “facciadiculaggine“. Rimane quasi normale sapere che è stato abbordato da una in una festa mentre stava quasi dormendo.

Ma la tecnica che ci ha voluto lasciare in dono è la tecnica del Sasso: è andato al mare e ha camminato fino a quando non ha trovato una ragazza, al che, assieme ad un altro, ha steso il telo lì vicino. Dopo un pò arrivano due amiche di lei (3 ragazze) e i due che fanno? Vanno a fare il bagno. Poi lui prende una pietra, si avvicina alle tre e mette la pietra lì davanti a loro e dice “This is my stone. Please look it” e se ne va.
Quando torna, poco dopo, le tre non ci sono più ma… MAGIA! Sotto la pietra c’è un foglio con disegnati i tre asciugamani con sopra scritti i tre nomi delle tre ragazze e i rispettivi numeri di telefono. Adesso non ci addentreremo a raccontare come poi Luca abbia fatto la mossa più sbagliata dell’universo mandando un sms a tutte e tre… lo stesso sms. Ma ci limitiamo a cercare di capire la dinamica.
Cioè, con ragazzi che devono pasturare mesi per avere un pò di figa sto qua con una pietra si becca tre numeri? Le domande sono due: quanto sono sfigati i maschietti che pasturano per mesi? e solo io trovo tutte le persone insicure dell’universo? :P

Lascio ogni commento sulla stupidità del genere femminile a tutti coloro che leggeranno questo post. Intanto volevo lasciare un filmato e una segnalazione. Il filmato lo lascio perchè stranamente sono recentemente diventato simpatizzante della SSLiMIT di Forlì.

La segnalazione riguarda Eropolis, il salone erotico che durerà fino alla prossima domenica, presente a Nizza. Potete farvi una idea di cosa si tratta andando sul sito web (clikkando qui). Purtroppo questa domenica è l’ultima disponibile quindi correte numerosi!!!
Per oggi è tutto, presto avrete un nuovo filmato della superJessica.
Stay tuned!

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Les oreilles, les neutrinos et le film

L'orecchio umano

Non mi dimentico mai dei miei lettori (dopo Il Grande Maestro siamo praticamente ripartiti da zero, con una media di 20 visitatori al giorno rispetto ai 300 al giorno di un tempo), solo che spesso manca il tempo per scrivere. Nonostante abbia messo alla sinistra di questa pagina lo spazio per alcune notizie brevi, non ho avuto tempo di scrivere. Il post di oggi è quindi un commento a tre notizie brevi che volevo dare nei giorni passati, che riguardano nozioni di otorinolaringoiatria, Gelmini e Cinema.
La prima è che ieri sono andato dall’otorino laringoiatra (alcuni di voi ricorderanno che è lo specialista che cura oto ovvero orecchie, laringo ovvero gola ma soprattutto iatra ovvero occhi, mentre tutti gli altri normal folks credono ancora che sia solo orecchi e gola), ho fatto l’esame per misurare le capacità uditive del mio orecchio (ti mettono delle cuffie e fanno suoni a intensità diversa e devi dire quando li senti). Non è molto importante l’esito della mia visita, quanto le due informazioni ottenute.
La prima è che la sensazione di avere le orecchie tappate può essere legata alle allergie in quanto esiste un canale che collega laringe a timpano, canale che di solito è ostruito ma che noi, quando sbadigliamo o mastichiamo permettiamo di aprirsi permettendo all’aria di compensare la pressione. L’allergia ingrossa alcune parti di questo canale, ostruendolo parzialmente e rendendoci difficile compensare, e questo ci impedisce di stappare le orecchie.
La seconda, molto importante per chi, come me, soffre di dolore alle orecchie in presenza di forte pressione, è che i tappi alle orecchie sono fortemente sconsigliati perchè se adempiono al loro dovere quando chiudono il condotto uditivo in maniera stagna, è vero che se muovendo l’orecchio la chiusura smette di essere stagna, la pressione che può arrivare al timpano risulta essere istantanea, niente pressione graduale, quindi il colpo risulta più duro e la possibilità di bucare il timpano più alta. Comunque il timpano si buca e si lacera spesso nella vita, non è una cosa straordinaria o irreversibile: è stato fatto l’esempio di otite con pus nei bambini, che sentono dolore fino a che non si buca il timpano e il liquido esce.

Una rappresentazione dell'ignoranza della Gelmini

La Gelmini non ha perso occasione di dimostrare la sua ignoranza. So che già sapete tutto, ma voglio che anche nel mio blog ne rimanga testimonianza. Qualche giorno fa è stato pubblicato un risultato scientifico secondo cui, per i neutrini (elementi della materia fino a un milione di volte più piccoli degli elettroni e così chiamati perchè non presentavano interazioni forti con la materia) e possibile viaggiare a velocità più alte di quelle della luce. Infatti l’esperimento riguardava un fascio di neutrini che è stato lanciato dal Cern di Ginevra verso i laboratori del Gran Sasso, e ha percorso la distanza di 730 Km in 60 nanosecondi meno che la luce, arrivando con 16 metri di anticipo (nel senso che in 60 nanosecondi la luce copre 16 metri di distanza). Questa scoperta è enorme perchè mette in dubio la teoria della relatività di Einstein.
I neutrini possono viaggiare attraverso la materia senza alcuna difficoltà. Ma la Gelmini probabilmente non lo sapeva visto che nel suo comunicato stampa affrettato per prendersi il merito di avere investito in questa ricerca, il nostro Ministro delle Cazzate ha parlato di un tunnel fisico scavato nel sottosuolo. Cioè, capite? Abbiamo problemi a fare una tav, un ponte e un tratto di autostrada ma in passato abbiamo scavato, per la ricerca, 730 Km di Italia!!! Da notare che il tunnel più lungo del mondo è di 57 Km (San Gottardo), ma la scienza può superarlo quando vuole se vuole sparare neutrini.
La Rete si è infuriata su questa nuova cazzata che dimostra come i nostri ministri siano prestanome messi dove sono al solo scopo di essere stupidi e non capire che sono solo pedine posizionate per avere voti sicuri durante l’approvazione delle leggi, e ovviamente non perchè abbiano una qualsiasi preparazione per il ruolo che ricoprono.

La notizia sul cinema riguarda invece il film L’alba del pianeta delle scimmie che ho visto ieri sera. Chi si aspettava che in questo film si finisse a vedere una guerra nucleare che decimava il genere umano e dalle cui radiazioni nasceva una nuova razza di scimmie intelligenti mentre l’umano, per le stesse, perdeva le proprie capacità razionali e cognitive, come si deduceva dal film originale, verrà tristemente deluso: il genere umano viene decimato da un virus che uccide gli uomini e rende più intelligenti le scimmie, prodotto come versione più aggressiva di un virus che avrebbe dovuto rigenerare le cellule cerebrali per curare l’Alzheimer.
Il film non è da erezione perpetua per la sua bellezza, ma passa abbastanza bene, anche se alla fine gli scimmioni vanno solo a vivere in una foresta e saranno un centinaio, quindi come conquistino il mondo è un quesito lasciato alla fantasia degli spettatori.
Per oggi è tutto. Stay tuned!

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Voler une voiture

Furto auto

Io che provo a rubare una macchina

E’ tanto che non racconto figure di merda. Forse perche’ quelle che riguardano il mio parlare francese ormai non mi stupiscono piu’. Non e’ che non ne faccio, ma non mi stupiscono, quindi non le ricordo e non le racconto. Ma ne faccio comunque parecchie, non è che ho imparato il francese in un anno di sopravvivenza in Francia, anzi… quando si parte c’è sempre chi ti dice “sei mesi e parli francese come l’italiano“. Adesso mi rendo conto che i fatti sono due: o ti vogliono comunicare che il tuo italiano fa schifo, oppure alludono al fatto che mentre impari il francese devi parlare inglese, mentre l’italiano lo parli di meno (meglio: lo parli meno che prima). Quindi di fatto concentrandoti sul francese peggiori il tuo inglese e il tuo italiano, senza contare che inizi a mischiare le lingue (tipo il “je te love” di cui si parlava oggi).
Comunque per quanto ne so io sono pochissimi i soggetti che a 6 mesi sanno fare 3 discorsi in francese, molti quelli che dopo un anno non parlano mai pur vivendo full time in Francia e non come me part time, venendomene via quando dovrei parlare la lingua, cioè nel weekend. Quindi le figure di merda si sprecano un pò da tutte le parti.
Il bello delle figure di merda è che vengono inspiegabilmente sempre a coppie, nel senso che spesso capita che ricadi nella stessa figura di merda due volte in tempi brevissimi.

Questa estate una sera eravamo in giro io e la Jessica, quando lei, vogliosa come una donna incinta, mi trascina al chioschetto dei gelati. Io decido di prendermi una granita e quando la tizia al banco mi chiede, le dico anche il gusto: Orange. Cazzo di sta minchia, Orange, loro hanno anche una delle più grandi compagnie telefoniche che si chiama Orange, non è difficile da capire. Infatti mi ha portato una granita alla Coca Cola. Capita, direte voi! Capita stocazzo!!! Dico io.
Due giorni dopo sono a mensa. Visto che c’era tutta merda, vado al banco della carne e chiedo una svizzera, hamburger o come cazzo volete chiamarlo. Attenti che in Francia si chiama Steak Hachè, se dite Hamburger… uhhhhhhh. Insomma, prendo sta cosa e quando la ragazza mi chiede che contorno ci voglio, le dico “Le frit“, cioè le patatine fritte. Lei si gira ripetendo esattamente cosa avevo chiesto quando il tizio che cuoce la carne si gira e dice “Ma no! Cosa hai capito?!? Ci vuole l’uovo!!!” (liberamente tradotto dal francese). L’UOVO?!? Per fortuna le ho sparato un urlo indicando le patatine fritte, perchè lei già pensava di avere capito male.

Se invece parliamo di cose non inerenti la lingua, ne ho altre due da raccontare successe di recente. Questa estate eravamo al mare io e la Jessica, quando torniamo a casa sbagliamo posto dove si trovava la macchina. Ero con la Ka della mamma (se volete sapere perchè provate a leggere questo post), giriamo un pò nel parcheggio e poi la troviamo. Ed era stata ricoperta di volantini, di cui uno in mezzo alla portiera, ad altezza serratura. Tolgo e infilo la chiave, giro e la macchina non si apre. Riprovo: nulla!!! Vado all’altra portiera, ma anche qui la serratura è bloccata. Chiusura centralizzata a puttane, evidentemente. Non resta che entrare dal porta bagagli! Ma… attenzione: nemmeno quello si apre!!! Urgentemente scatta la bestemmia: le chiavi sono giuste, cazzo ha quella macchina vecchia del cazzo? Chiamo la genitrice proprietaria della macchina: “hai usato le chiavi giuste?” – “Oh mà, ma cazzo, ci son venuto fin qui…“. Niente! Si inizia a pensare a sfondare un finestrino, a chiamare un carro attrezzi… prendo a calci la porta che aveva il volantino, la spingo per vedere se magari qualcosa si mette a posto, inizio a ipotizzare le cose più assurde.
Poi l’impeto di violenza: mentre spingo la porta, la prendo a calci e muovo furiosamente la chiave nella serratura, incazzato come una lince. Quando ecco che si sente una voce: “Credo che sia l’auto sbagliata“. Due ragazze che mi guardano mentre io rimango un pò spaesato. In effetti avevo notato alcuni dettagli che non tornavano (la scritta Ford senza argento, una cartellina strana al suo interno…) ma mai avrei pensato che non fosse la mia. Per fortuna la ragazza sdrammatizza “Tranquillo, ho fatto anche io lo stesso con la tua macchina più in giù, per 5 minuti“.

L’altro giorno sono andato in agenzia. Poi torno indietro e salgo, prima di andare al lavoro, per mettere in casa i documenti. Per non aprire li infilo sotto la porta, poi mi giro e… cazzo, ma dove vado senza la chiave della macchina? Arrivo alla porta e tiro fuori le chiavi ma… non aprono!!! Beh, inutile che vi stia a romanzare il racconto, avevo sbagliato piano. Morale della favola i documenti li ho recuperati la sera, ma solo perchè l’appartamento è evidentemente vuoto, e per fortuna la sera mi sono accorto che un pezzo della plastica che avvolgeva i documenti spuntava da sotto la porta.
Per oggi è tutto. Stay tuned!

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Lâcheté

Quando il dito punta la Luna, lo stupido guarda il dito

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Siamo nella nuova era: adesso la gente che si sente tirata in causa negativamente nei miei post mi risponde furiosa con frasi dirette… in posti dove pero’ io non posso leggere ne’ rispondere!
Magnifico!

Tra l’altro ogni persona che si sente in grado di migliorarsi e che crede nel senso di quanto dico puo’ seguire il mio consiglio e provare. XD Il segreto sta nell’alzare lo sguardo per vedere la luna, non la punta del dito. Scegliere quale ruolo si ha e’ solo questione di sapere come si e’.

Questo vale anche per me. Mi sentiro’ quello che guarda la Luna o che si sofferma sul dito? :)
Stay tuned!

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