La sécurité (en Italie)


Un esempio di posto sicuro (all'estero)
Qui in Italia la sicurezza, una cosa molto importante per il cittadino, non viene tenuta in alcun conto. Non siamo a Juan che là non capita mai nulla, puoi tenere il portachiavi con la targhetta con l’indirizzo che esce dalla tasca di dietro che nessuno cercherebbe mai di rubartela. I due fatti più eclatanti a cui ho assistito in un anno di vita là sono stati: marocchino che vendeva pupazzetti che è stato cortesemente invitato a morire da un poliziotto perchè infastidiva i clienti di un negozio che dall’aspetto ti faceva pagare anche l’aria che respiravi, e pseudorissa, dove pseudo sta a indicare la situazione tragicomica in cui uno becca delle gran botte, ma continua a istigare l’altro affinchè lo picchi.
Questo era il classico gorillone idiota che a turno veniva bloccato dalla ragazza, dalla madre (ebbene sì) e dagli amici. Uno di quelli che non poteva nemmeno tenere le braccia lungo i fianchi, perchè doveva far finta di avere i muscoli anche nel buco dell’ano. Uno di quelli che a 30 anni usa il viagra anche per andare a cagare.
Ma il giorno della ricorrenza degli attacchi terroristici all’America, 10 anni fa, non si può non parlare di sicurezza. Io parlai delle tesi complottistiche di quell’evento commentando il filmato “911 loose change“, e l’articolo potete trovarlo clikkando qui.

Ieri un ubriaco (marocchino, ma gli ubriachi son tutti uguali e penso che dovrebbero esserci più stranieri in Italia per fare capire agli italiani quanto sono provincializzati) era alla stazione, e gli era presa male. Io non c’ero, ma racconto quello che è successo come mi è stato raccontato. Sto tizio era un genio, stava vandalizzando la stazione prendendo i vetri a sediate. Il punto geniale della cosa è che prima aveva chiamato la polizia e si era autodenunciato, il padre di tutti i coglioni, direte voi! In effetti…
Suddenly arrivano i miei amici, e trovano questo tizio a scaraventare sedie, con un taglio sulla mano, che litigava con gente e veniva incitato da altri, che urlava “adesso ci metto una bomba in questa stazione“. Beh, loro chiamano (di nuovo, ma non potevano saperlo che l’aveva già fatto lui) la polizia, risponde il commissariato di La Spezia che dice che non è nella loro giurisdizione e rigirano la chiamata a Sarzana, dove rispondono “ah sì, manderemo qualcuno“. Il punto è che non è mai arrivato nessuno!!!
Adesso, ammettiamo che sto qua volesse davvero fare esplodere la stazione e fosse un fanatico pazzoide? Cazzo, mandate una coppia di carabinieri a vedere, almeno. I carabinieri stanno a 10 minuti a piedi dalla stazione, cosa gli costa? Cioè, nel senso, è il loro cazzo di lavoro, se non volevano farlo potevano fare i bambinai, no?
Io capisco che Sarzana non sia il centro di Roma, ma la sua stazione è un importante nodo tra il nord industrializzato e il centro-sud. Da Milano e Genova verso Roma merci e passeggeri passano tutti di qua. Essù, cazzo.

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