Quelli che benpensano

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi
A far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo

Frankie HI-NRG

Mi diverto tantissimo a parlare con quelli che benpensano. Quelli che si sentono migliori per quello che votano o perchè magari credenti, e poi però si identificano perfettamente col verso della canzone “Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano“.
I più belli credo siano i turbocredenti, quelli che la religione prima, ma che poi no sesso (si, vabbehh), no immigrati (e qui scusa, ma ce lo vedi un Gesù razzista?), no omosessuali (comunque è bellissimo che si consideri ancora l’omosessualità un problema di gusti o di piacere in cose estreme e negative). Sono quelle mani “Che si alzano alle spalle dei Fratelli“, quelli “Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l’unica che accendono è quella che da loro l’elemosina ogni sera” (avevate mai capito il senso della zingara che dà l’elemosina al benpensante? Si parla di sesso, ragazzi).

Lo step successivo è il benpensante leghista, quello che ti dice che la religione prima di tutto ma che gli immigrati clandestini devono crepare in mare (“ama il prossimo tuo come te stesso, ma se non è abbastanza prossimo lascialo crepare in mare“). Bene, recentemente ho scoperto questa nicchia di persone che sarebbero anche turbocattoliche, ma siccome il papa attuale dice che gli immigrati e gli omosessuali vanno amati come tutti, che sono idee un pò troppo di sinistra, loro lo insultano male e vorrebbero indietro il papa nazista (quello emerito, come si chiama più? Josef Mengele o Joseph Ratzinger? Un pò li confondo).
Con questi è uno spasso, perchè riassumono tutto il marcio dei benpensanti e ci aggiungono l’odio raziale e le idee estremiste della Lega, che ovviamente si sposano più col satanismo che non con il cattolicesimo (ok ok, diciamo che si sposano col cattolicesimo medioevale, quello di crociate e caccia alle streghe).

Ma io mi domando: è tanto difficile lasciare la gente vivere come caspita vuole, se non fa male a nessuno? No, la notizia di oggi è che in Emilia Romagna si erogheranno gratuitamente ormoni per chi non vuole effettuare un cambio di sesso tramite intervento chirurgico definitivo, ma che decide di fare una transazione solo a livello ormonale, e chi invece ha bisogno di ormoni solo per il primo passo verso la transazione definitiva. A me sembra una buonissima notizia, la nostra sanità italiana copre (grazie a Dio) molte cure importanti, ritengo giusto che copra anche alcune cose che magari riguardano una piccolissima percentuale della popolazione, ma che sono altrettanto importanti per quella parte della popolazione.
Per capirci, questo ragionamento ovviamente, per quanto mi riguarda, si estende più o meno a tutto: mi piacerebbe che tutto ciò che riguarda la sanità sia coperto dallo stato, anche se ne capisco i problemi, anche economici e di gestione. Per esempio, anche se un pò estremo, non capisco perchè non ci siano incentivi per gli assorbenti per le donne. Quello è un bisogno fisiologico. Cose come la chirurgia estetica, laddove non concessa dopo un adeguato iter (se vuoi che ti ricostruiscano le tette perchè hai subito un incidente, posso capire che sia gratis, se è un vezzo da sfoggiare che non va a coprire eventuali problemi psichiatrici, no), posso capire che siano a pagamento, ma cose che migliorano la qualità della vita di singoli individui al punto da evitargli traumi o conseguenze devastanti, ben venga che siano gratuite.

Ma no, anche se si ottiene una vittoria, basta puntare il dito su un altro problema e buttarlo in caciara: e allora il latte in polvere per i figli??? Oh, non che non mi piacerebbe fosse gratis anche quello, ma quello è mangiare, fondamentale ma necessario a tutti. E allora perchè non tutto gratis, comunismo totale???
Questo e molto altro da parte dei cattolici improvvisati. Scusate la chiusura di post tempestiva, ma mi sono accorto che è molto tardi. Se volete farvi due risate da soli, e vedere un pò di cristiani con bipolarismo dettato da teorie complottiste, estremiste, di destra o altro (tutte cose, cioè, non molto associate alla chiesa), vi consiglio la pagina “Dimissioni di Papa Bergoglio“. C’è tutto quello che una mente sana non riesce a concepire.

Stay tuned!

PS: la storia dei benpensanti è lunga, penso che la frase citata all’inizio sia molto significativa, mi rendo conto anche del “in molti casi siamo noi“. Magari ne scriverò un secondo post presto.

Gli inglesi ti lavano i denti

Vorrei condividere con voi questa cosa che mi ha lasciato un pò così, confuso e infelice. Tutto è iniziato con una discussione sul fatto che, qui a Londra, siccome durante il lockdown era difficile andare a comprare l’acqua, perchè se ne consuma molta e io non ho un’auto, e quindi mi ritrovavo ad andare avanti e indietro ogni 2-3 giorni solo per quella, a un certo punto ho optato per una caraffa col filtro.

La caraffa col filtro filtra alcune impurità, ma coi colleghi stavo discutendo che non tutte le impurità che filta sono “dannose“. Non mi invento nulla, ovviamente avevo visto Dario Bressanini parlare di residuo fisso in uno dei suoi video, quindi citavo quello.

Come dice Bressanini, il residuo nell’acqua è composto da sostanze “che sono utili al nostro corpo, principalmente calcio e magnesio […] noi non siamo una lavastoviglie, e noi di questi sali ne abbiamo bisogno“. Quindi stavo dicendo che, anche se a volte l’acqua può avere un gusto strano, non è detto che faccia male. Non è detto, ma questo non toglie che sia possibile. Infatti se il calcio e il magnesio ci serve, ci sono altre sostanze che si spera vengano tolte dall’acqua, ma che se diluite ci possono fare male.

Alla fine della storia Londra, città dove abito, è famosa per l’alto livello di cocaina nel Tamigi, e lì si riversa dalle fogne, a causa della gente che ne fa uso e poi la piscia via. Ora, se quelle acqua vengono purificate e reimmesse, si spera che la cocaina sia eliminata, ma rimane pur sempre vero che non ho mai visto così tanti sali minerali in un’acqua, quindi c’è sicuramente molto residuo fisso nell’acqua di rubinetto. Magari non cocaina, ma cloro, che di per sè non è nocivo ma alcuni suoi derivati lo potrebbero essere.

Ed è qui che un mio collega londinese mi ha reso partecipe di una notizia meravigliosa: in UK si usa aggiungere fluoruro nell’acqua per rinforzarti i denti. Lo stesso fluoruro che è nel dentifricio, loro lo mettono nell’acqua perchè troppi bambini da piccoli finiscono all’ospedale per problemi ai denti e, siccome i bambini sono coperti gratuitamente, meglio fare un lavaggio continuo dei denti a tutta la nazione e via. La fluorizzazione dell’acqua non è mai stata fatta in Italia, ma a quanto pare avviene anche in altri paesi del mondo. A me sembra abbastanza assurdo, ma ebbene sì.

Per chiudere questa discussione sull’acqua e sulla pulitura dei denti, premetto di filtrare l’acqua del rubinetto solo per problemi di gusto, ma di avere quasi sempre bevuto acqua imbottigliata, fin da piccolo. Prima della caraffa filtrante usavo l’acqua del rubinetto per tutto (incluso per preparare il cibo), ora uso l’acqua filtrata per tutto (incluso per preparare il cibo).
Nel Regno Unito si vantano di avere uno degli standard più alti per la qualità dell’acqua, e un sito ne riporta i dati più ecclatanti, tuttavia come dicevo, nonostante i filtri a carbone attivo (come quelli della mia caraffa) non blocchino tutto (ad esempio, il floruro non viene rimosso da questi filtri), preferisco bere l’acqua filtrata, che mi rimane meno cattiva.

Poi è una questione di gusti. Stay tuned!

Boris Johnson, colui che ama la libertà

C’è stato un pò di battibecco ultimamente tra Italiani e inglesi. In Italia si hanno avuti periodi terribili da cui siamo usciti con sacrifici, poi, un pò per fortuna, è capitato in Inghilterra lo stesso per un periodo limitato (la fortuna è stata di avere quelle 3 settimane di ritardo rispetto l’Italia che ha reso l’epidemia un pochino più vicina all’estate). Comunque l’Inghilterra ha avuto molti più casi dell’Italia già prima dell’estate, e ora è anche peggio.

L’ottimo risultato dell’Italia è contestato solo da chi ha interessi politici a contestarlo. Chi non ama l’attuale governo, solo perchè vorrebbe forze di altra natura a governare il paese, cerca di dipingerlo come attuatore di politiche naziste. Capiamoci, parlo solo della gestione della pandemia, ma l’Italia ha fatto un ottimo lavoro di cui sta ancora sfruttando i vantaggi. In Italia i casi sono molto meno, lo stile di vita è quasi a livelli normali, o almeno accettabili, certo, c’è e ci sarà recessione, con perdite di lavoro e una situazione economica terrificante, ma non raccontiamoci scemate, questo succede dappertutto.

Ed infatti i risultati dell’Italia ci vengono riconosciuti anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha recentemente diffuso questo video sull’esperienza Italiana sulla reazione al contagio

Ma non solo dall’OMS (in inglese è il WHO). Siamo tenuti in considerazione e come esempio anche dagli altri stati che hanno copiato le nostre misure, quando si è ritenuto necessario. E questo ha portato alla scaramuccia con l’Inghilterra, perchè Giovedì scorso Ben Bradshaw, un membro del parlamento (MP) Britannico appartenente al partito Laburista, ha chiesto se fosse possibile che la situazione (di gran lunga migliore) di stati come l’Italia e la Germania sia legata a un migliore servizio di test e tracciabilità, e questo ha fatto saltare i nervi a Boris Johnson che ha detto prima di tutto che tali continue accuse minano il servizio sanitario inglese, e poi ha detto che anzi, la situazione è tale perchè “il nostro è un paese che ama la libertà e […] è difficile chiedere alla popolazione di obbedire uniformemente alle linee guida nella maniera che è necessaria”.

https://twitter.com/BenPBradshaw/status/1308395631275372545

Ovviamente la notizia ha girato parecchio, anche in Inghilterra, dove la frase ha sollevato perplessità laddove l’associazione di Boris “noi amiamo la libertà e quindi infrangiamo le disposizioni” suona un pò un controsenso, in quanto le libertà devono essere sancite per legge, e gli Inglesi non devono considerarsi liberi in quanto privi di uno stato, ma liberi in quanto protetti dallo stato stesso. Così ad esempio scrive il Guardian. Un altro articolo espone idee più concrete sul perchè gli Inglesi non seguano le regole, tra queste il problema di avere regole troppo complicate (che per molti, anche in Italia, è peggio di averle più semplici anche se più draconiane). Ci sono poi moltissimi articoli (anche inglesi) sulla risposta del nostro Presidente Mattarella, che vi riporto con una grafica.

Mattarella ha fatto sapere che anche gli Italiani amano la libertà, ma hanno anche a cuore la serietà (e tra le righe c’era un “Suca”). Questo ANCHE perchè, effettivamente, Boris è stato molto ridicolo sul primo Lockdown: forse lo ricorderete, invoco l’immunità di gregge il venerdì e il lunedì ci aveva ripensato e aveva iniziato il lockdown.

Ora, sembra impossibile ma usciamo a testa alta in tutto, su questo tema: uno degli stati che ha reagito meglio alla pandemia, riconosciuti da tutti, in altri paesi si litiga per i nostri successi e addirittura, quando ci offendono, il nostro Presidente trova la risposta quasi perfetta. Eppure…
Ebbene sì, ho trovato una persona (almeno) in bacheca facebook, capace di ciritcare l’operato del nostro governo e applaudire a Johnson. Tutto questo citando un articolo, questo, abbastanza scapestrato visto che parte dicendo “se anche voi, come me, leggeste i giornali esteri” e poi fa una citazione in francese (“stiamo con Boris Johnson, sans alcune regret (lo dico per il “cosmopolita”; è francese, vuol dire senza alcun dubbio)”) che è grammaticalmente scorretta (aucune) è tradotta male (vuol dire “senza alcun rimorso”).

L’articolo farnetica di Inghilterra risolutrice di Guerre Mondiali (oh, ha dato un contributo importante nella Guerra, ma senza gli Stati Uniti non vivremmo sotto una bandiera a croce uncinata, come dicono loro) e maestra di libertà (ma anche fosse vero, abbiamo capito che Johnson ha detto che loro sono amanti della libertà E QUINDI per questo non seguono le regole?). Poi dice che noi abbiamo fatto tanto casino per questa frase di Boris mentre “i giornali d’oltre Manica non ne danno quasi notizia“. Se cercate, molti giornali d’oltre manica han riportato il botta e risposta di Johnson e Mattarella (Guardian, Reuters, Indipendent e altri…) o almeno han commentato, e duramente, la risposta del loro Premier.

Poi c’è la marchetta alle destre Italiane: “eppure non mi pare che nessuna alta autorità dello Stato si sia levata in quell’occasione, e anzi la stampa italiana ha più o meno tenuto bordone, scrivendo che sì, gli elettori di Salvini e di Meloni sono certamente un po’ lebbrosi.”. Ma quindi? Ma di cosa stiamo parlando? Ancora una volta il problema è la tifoseria: tutto va bene (o male) in dipendenza se si sostiene o no il proprio partito. E poi l’articolo inventa cose, tipo che Boris “è riuscito a sconfiggere politicamente l’eurocrazia, facendole rimediare una figura storica barbina” che vorrei sapere che film è, visto che amo quelli di fantascienza. La Brexit è stata una cosa che ha fatto dimettere tutti quelli che ne son stati coinvolti, compresi i vincitori, che probabilmente ha già perso il sostegno dei cittadini che l’han votata e che sta mettendo in crisi il parlamento Inglese che non riesce a trovare un accordo con quello Europeo.

E per finire le due frasi finali che si commentano da sole: “il nostro lockdown è stato il più cinese di tutti ed è stato tollerato solo perché gli italiani sono storicamente un popolo più impaurito” (infatti ora l’Italia non è in lockdown mentre il Regno Unito già si sta preparando al secondo) e “la campagna contro la perfida Albione è difatti tutto un urlar servendo o servir urlando, servire ovviamente Pechino e soprattutto Berlino” (e figurarti se non potevamo perderci l’occasione di dire che siamo schiavi della Cina e della Germania… ma poi perchè della Cina???).

Insomma, siate fieri, Italiani, del vostro modo di fronteggiare l’epidemia, perchè voi (e il vostro attuale governo) è stato uno dei migliori. Stay tuned!

Ancora sul Covid, e oltre…

“io credo che dopo il 7 Settembre (data in cui tornerò in Inghilterra) si starà già parlando in Italia di chiudere di nuovo tutto. Da fine Settembre i numeri spaventeranno, e si sarà già avuto un dibattito politico all’Italiana (Salvini che fa il populista e chiede tutto aperto e le dimissioni del governo, Meloni che parla di dittatura d’emergenza e cose così). Secondo me a Ottobre si chiuderà tutto”

— Post “Previsioni sul secondo lockdown“

Avevo fatto questa previsione qualche giorno fa, il 23 agosto per la precisione. In parte mi sbagliavo. Sebbene manchi ancora una settimana prima della fine di Settembre, l’Italia regge alla grande, probabilmente cederà a un certo punto, ma per ora non c’è ancora lo spettro del lockdown. Certo, ci sono aree colpite dure, come la Liguria, in cui già da prima che tornassi qui si stavano prendendo misure sempre più serie per far fronte a un focolaio locale (stranamente venuto fuori dopo ferragosto e dopo la qualificazione dello Spezia in serie A), però tutto sommato è uno stato sicuro, tanto che ho una amica inglese che in questo momento è in vacanza in Sicilia.

Però non si può dire lo stesso degli altri stati, nemmeno quelli europei: il Regno Unito oggi conta 6178 nuovi casi e 37 morti, tant’è che si è già predisposto un coprifuoco per i pub alle 22 di notte, e precauzioni varie tra cui adottare la mascherina in qualsiasi spazio chiuso e non raggrupparsi più di 6 persone per volta. Questo, a quanto pare, potrebbe essere necessario per i prossimi sei mesi. Il panico è ovviamente scaturito dal fatto che questi numeri sono i più alti dallo scorso primo Maggio, e siccome stanno crescendo (come dicevo nel mio post), la tensione cresce con loro. Non meglio va in Francia, a giudicare da giornali quali Le Monde: il paese è stato diviso in zone di allerta differenti, rinforzata e massimale le più alte, con Aix-Marseille nella massimale, e con Parigi in zona rinforzata. La propagazione del virus (il famoso R0) è maggiore di uno, il giornale non dà numeri precisi ma solo statistiche, però elenca alcune restrizioni in atto, come per esempio coprifuoco alle 22 anche là, no agli assembramenti, chiusura di palestre e altro per le zone rinforzate, quasi lockdown da sabato per le massimali.

Se proprio non riuscite a vivere senza numeri, l’OMS (WHO in inglese) rilascia un bollettino settimanale (prima era giornaliero) sui casi. L’ultimo è uscito il 21 Settembre: in 7 giorni la Francia ha avuto 66.869 nuovi positivi con 360 morti, seconda la Spagna con 50.696 casi e 596 morti, quarto il Regno Unito con 25.184 casi e 136 morti e undicesima l’Italia con 10.272 nuovi casi e 89 morti. La Spagna oggi ufficializza 11.289 nuovi casi e 130 morti, a leggere El Pais. Anche qui le regole sono simili: con l’eccezione della mobilitazione dell’Esercito per aiutare nell’opera di contenimento del contagio, la gente non può riunirsi in più di 6 persone e i locali devono chiudere alle 22. Le zone più colpite hanno limitazioni ai movimenti.

Vi conviene quindi prepararvi a starvene a casa. A tal proposito nei miei caffè virtuali col team (eh sì, lavorando da casa facciamo di queste cose, che sono pure incentivate dal nostro senior management), è uscito spesso fuori qualcuno che mi parlava di attività da fare a casa. Si parlava soprattutto di workout, e due nomi sono venuti fuori assieme (anche perchè credo si possano usare assieme): onepeloton che è un’app, eventualmente associata a una bicicletta o a un tapis roulant, per fare workout da casa, e zwift, più o meno la stessa cosa ma con un’app che permette di fare competizioni virtuali e che comunque ha dei workout possibili. L’app costa relativamente poco, in entrambi i casi, quello che diventa costoso è l’attrezzatura.

Altrimenti potete cantare col karaoke, le applicazioni sono sempre più numerose: Singa, Smule (solo per cellulari, credo), Twitch Sings (per Ubuntu bisogna usarlo con Lutris, e dà problemi), VanBasco (un riproduttore MIDI con testo sincronizzato) o UltraStar Deluxe.
Ma per favore, non spendete troppo del vostro futuro tempo in lockdown giocando a giochi per il computer o guardando serie o film, la vita è una, e il rincoglionimento galoppa verso vette paurose.

Stay tuned!

The social dilemma

Ho appena visto questo documentario Netflix, e ho già individuato il primo furbone che ha dichiarato di cancellarsi dai social e credo che sia in seguito a questo. Fa ridere perchè sembra una battaglia tra una entità che cerca di manipolarti coi social e una che cerca di manipolarti coi documentari. Perchè a questo servono questi documentari: quando uscì “The Game Changers” un mucchio di persone divennero vegetariane o vegane, ma era un documentario discutibile, e quindi vi lascerò una analisi di una dietista di fama internazionale (o quasi)

https://youtu.be/wLnqnYMuOlE

LA TRAMA IN BREVE
Si parla di socials: Facebook, Twitter, Tiktok, Instagram e i fratelli… Bene, il documentario parte da una osservazione basilare: se non si paga nulla su questi social, cosa è il prodotto? Come lucrano? Ovviamente lucrano “manipolando” il cliente, per fargli vedere pubblicità. Il problema è che per far sì che si guadagni abbastanza con la pubblicità, questi social devono mantenere alta l’attenzione del loro prodotto (cioè noi, gli utenti) in modo da renderci dipendenti dal social, sempre connessi e vedere tanta di questa pubblicità. Per fare ciò questi social hanno bisogno di montagne di dati su di noi (che ben inciso, noi gli regaliamo) su cui applicano algoritmi di intelligenza artificiale per stimolarci costantemente.

Tali algoritmi, praticamente, ci foraggiano con ciò che sanno che ci piace, e questo genera un problema: tali algoritmi conoscono i nostri schemi di pensiero e ci sanno influenzare. Son così bravi a farlo che pian piano sulle nostre bacheche ci sono solo contenuti che ci piacciono, e a cui siamo interessati, ma allo stesso tempo che “la pensano come noi”. Questo crea degli ovvi problemi, per esempio: sei complottista? Vedrai un milione di fake news e video complottari. Sei estremista? Lo stesso.
Questo e alcune altre accortezze permettono di avere un grande impatto sulla società: si possono usare i social per modificare il nostro modo di agire, e quindi di fatto per veicolarci verso determinati punti di vista: questo può permettere a governi di farsi propaganda, o di incentivare l’odio raziale, o…

Questa è la linea generale del documentario, ma importanti sono due aspetti che considererei “secondari” ma “importanti” e interessanti: uno che la nostra dipendenza da social ha avuto un impatto incredibilmente negativo sulla psiche dei giovani: depressione e suicidi anche triplicati, in alcuni casi.
Secondo, siccome la verità è noiosa, ma le fake news spaccano, e siccome l’intelligenza artificiale non distingue tra vero e falso, siamo tutti molto più vulnerabili alle fake news. Il documentario si chiude con i titoli di coda in cui alcuni degli intervistati, nomi famosi dello sviluppo di questi social, danno suggerimenti su come evitare gli effetti negativi dei social su noi e i nostri cari.

IL MIO COMMENTO
Tutto vero, ma… voglio dire, se ci manca spirito critico, anche la televisione può arrecarci danno. E infatti, come dicevo, questo documentario sembra una battaglia tra una piattaforma video e le piattaforme social. Certo, sapere cosa succede dietro alle quinte non fa male all’utente medio, ma diciamocelo chiaro: tutte le aziende informatiche fanno la stessa cosa, e non per manipolare, ma per darti una usabilità migliore: deliveroo e uber eats ti consigliano cosa mangiare facendoti vedere cosa puoi ordinare. Amazon lo stesso coi suggerimenti.

Certo, incentivare il nostro spirito critico, specialmente con le notizie suggerite (e social come Facebook creano una bacheca che è tutta notizie suggerite, visto che è la piattaforma a decidere cosa devi vedere e cosa no), cercando altre opinioni, o capire che quello che vediamo sui social è studiato per noi, per manovrarci, beh, questo è utile ma… niente di nuovo.

Però è interessante pensare a come menti fragili (terrapiattisti, salviniani e via dicendo) possono venire istigate sempre più in un modo tanto semplice, o che alcune notizie, siccome non sono molto attrattive in termini di click (anche se vere), non appariranno mai nelle bacheche di nessuno. Come diceva qualcuno, “noi abbiamo il grande potere di manovrare le aziende semplicemente con le nostre scelte“, e questo dobbiamo fare: schifare i suggerimenti delle piatteforme, cercare i post o i video direttamente, cercare di non farci influenzare da quello che altri vogliono che noi vediamo o che noi pensiamo (perchè sì, anche questo documentario sta cercando di instillare nella tua mente una idea) e verificare tutto quello che condividiamo da altre fonti.

Ma no, questo non vuol dire rinunciare ai social. Anche se forse dovremmo tutti accettare che danno dipendenza, dovremmo cercare di utilizzarli limitatamente e proibirli a figli o familiari giovani. Ma purtroppo questo va oltre le possibilità di analisi di molte persone, quelli che io definirei deboli (perchè idioti sembra offensivo).

Stay tuned!

EDIT: giusto un pensiero così, fugace. Una piattaforma di streaming, quale è Netflix, che finanzia un documentario dove si dipingono i social come negativi perchè il loro scopo è di guadagnarsi la tua attenzione ad ogni modo, non è esso stesso manipolazione mentale per attirare la tua attenzione dai social e portarla sulla piattaforma di video. Perchè Netflix fa coi suoi video quello che i social fanno con le notizie, solo che loro con questo documentario ti dicono di smettere coi social. E dimmi: dove spenderai più tempo se smetterai di passarlo sui social? Magari su Netflix?

… se al professore cade l’occhio

In questi giorni stavo già preparando un post sui problemi del femminismo, purtroppo è lungo e complicato e la mia recente passione per il giardinaggio di bonsai su youtube mi ha impedito di completare l’opera. Ma ora se ne esce quest’altra protesta che, a mio avviso, ha pro e contro. Intanto raccontiamo la storia…

IL FATTO
Primo giorno di scuola al liceo Socrate di Roma, Garbatella. In attesa dei banchi, in alcune aule fanno lezione sulle sedie, come in tanti altri istituti (famosa la figuraccia di Toti che cercò di strumentalizzare una foto di una scuola che mostrava dei bambini in ginocchio). Gli studenti, e le studentesse, risultavano quindi totalmente visibili dalla cattedra (intendendo per tutta la durata della lezione, perchè ehy, un banco non ti copre come un burqa).
Tutto normale, ma la vicepreside (una donna) ha un’ideona: mandare un messaggio in cui si invita a non indossare la minigonna a scuola “altrimenti ai professori cade l’occhio“.
Questo ha provocato l’indignazione delle studentesse che ha fatto il giro sui social fino a sfociare nella manifestazione: si sono presentate tutte con la gonna e le gambe scoperte e han appeso cartelli in giro per l’istituto in cui denunciavano il fatto con frasi tipo “Non è colpa nostra se gli cade l’occhio. Stop alla violenza di genere“.

LA MIA RIFLESSIONE (deh, oh, il blog è il mio)
In questa protesta c’è tanto di giusto, e tanto di sbagliato. In breve, reputo giusta la protesta, e anche il modo di protestare, ma penso che, per quanto non sia sicuro che ciò che di sbagliato provenga dalle studentesse o dall’interpretazione della protesta che ho letto, ci siano tante cose che rendono anche questa manifestazione pseudofemminista sbagliata negli ideali.
Mi spiego: è giusta l’indignazione per la frase della vicepreside! Giustissima! Ma davvero il problema della gonne è che al professore, un adulto laureato di una certa età, possa cadere l’occhio sulle fattezze di una liceale? E anche fosse, stiamo rigirando la colpa sulla vittima: se il professore guarda le ragazzine, il problema NON sono le ragazzine, è il professore.

Quindi sì, la protesta, e quella frase “non è colpa nostra se gli cade l’occhio” fanno centro: dobbiamo smetterla di ragionare in questo modo. Un abbigliamento non giustifica una molestia (inoltre lasciatemi dire che se il problema è vedere due cosce, di questi tempi, come essere umano sei anche messo un pò male).

D’altra parte c’è anche un altro messaggio, che molti stanno lanciando, ed è quello della libertà di espressione, della libertà di scelta del proprio outfit, della libertà di… Cito un pezzo di un articolo a riguardo di questo fatto, dove si parla di una amica di una ragazza ripresa dalla vicepreside per il suo abbigliamento:
“La ragazza ha comunque precisato che quello portato dall’amica non era un indumento troppo scoprente, ma “una gonna normale, morbida. E che comunque, a prescindere da tutto, era il suo modo di esprimersi”.“
No, non a prescindere da tutto. Perchè è questo quello che ritengo sbagliato della protesta: il suo modo di esprimersi deve essere coerente con le regole (scritte e non) del rispetto del luogo in cui sta, in questo caso una scuola.

Una scuola deve formare un individuo anche in termini comportamentali, e il rispetto dell’istituzione e il rispetto verso gli altri ne fanno parte. Questo vuol dire che sia i maschi che le femmine sono tenuti ad avere un abbigliamento consono quando sono in classe. No alle minigonne o ai top troppo scollati, così come no per i maschietti ai pantaloncini troppo corti, o ai culi di fuori (dico per i maschietti, con quella moda dei calzoni abbondanti un pò da rapper) o ad altre cose che suvvia, a scuola dovrebbero essere proibite. Ancora, col discorso della libertà di fare qualcosa, si mina un valore che poi rende la società piena di gente che in virtù dei propri diritti, dimentica i propri doveri e pretende sempre più diritti a discapito degli altri (in questo caso del rispetto verso gli altri, siano essi persone o istituzioni o cose).
Andreste a un funerale in minigonna o coi pantaloni che vi scendono sotto le chiappe? E se (lo spero) non ci andreste, perchè volete andarci a scuola?

Per far capire meglio questo concetto, io mi domando ancora come mai sul posto di lavoro un maschietto è generalmente (non sempre, ma praticamente sempre se può entrare in contatto con clienti) tenuto a tenere i pantaloni lunghi (ok, a volte anche la camicia) mentre le donne possono andare in minigonna e sandali. E siccome so perchè l’uomo non può andare in pantaloncini corti, la domanda diventa piuttosto “perchè l’uomo deve mostrare rispetto al cliente mentre è considerato rispettoso per la donna andare vestita come le pare?“. Ok, la questione potrebbe complicarsi un pò perchè questa usanza potrebbe avere una qualche origine medioevale…

Quindi credo che, dal mio punto di vista, tutto questo sia stato semplicemente uno sbaglio di comunicazione, niente a che vedere con il maschilismo e il femminismo: la vicepreside ha mandato un messaggio sbagliato per una richiesta lecita.
Vi lascio la mia stessa opinione descritta in breve da un portavoce del M5S (io li odio, ma condivido questa posizione e l’ho trovata citata su un articolo)

La corretta comunicazione a scuola è fondamentale. Suggerire a studentesse e studenti, ma anche agli insegnanti, un…

Pubblicato da Vittoria Casa su Venerdì 18 settembre 2020

Per oggi è tutto. Stay tuned!

I #Negazionisti, i #nomask, i #novax e la crisi della scienza

Abbiamo avuto un lockdown globale che è stato molto duro, persino durante il lockdown gli psicologi parlavano delle ripercussioni che questo avrebbe avuto sulla gente, compreso la paura di tornare a una vita normale che si riassume nella “sindrome della capanna“. Ma la sindrome della capanna non è la sola conseguenza del lockdown: gente “studiata” ha fatto un elenco molto interessante delle ripercussioni psicologiche, che comprende ansia e noia (ovviamente), frustrazione, paura ossessiva della contaminazione, stress e nervosismo, lo shopping compulsivo per non rimanere senza beni di primaria necessità, perdita di fiducia nei confronti delle fonti ufficiali di informazione e tutto questo può sfociare in situazioni peggiori nei casi delle persone psicologicamente vulnerabili.

I negazionisti sono quindi un parto della nostra risposta alla pandemia. Ma non tutti sono diventati negazionisti o novax come conseguenza della pandemia. Durante il lockdown eravamo bombardati da notizie di tutti i tipi, anche contrastanti, anche da professionisti (del resto si sa, il genio non esiste, e a volte è un idiota). In questo scenario i maestri della disinformazione hanno avuto un seguito elevatissimo, alcuni facevano in poche ore milioni di visualizzazioni su youtube, più di quanto molti video famosissimi che conosciamo abbiano fatto o faranno mai. Alcuni messaggi, per quant vergognosamente sbagliati, hanno avuto un ottimo appiglio nella scarsa conoscenza della gente in tema di medicina, virologia, buon senso e principalmente scienza, favoriti anche dal sentore di confusione che la scienza tradizionale mostrava, essendo all’oscuro di molti aspetti della pandemia.

Ma quando nel titolo parlo di crisi della scienza non mi riferisco affatto al fatto che, ovviamente, non sappiamo tutto. Mi riferisco invece al fatto che la scienza funziona benissimo con gli scienziati, ma se il metodo scientifico non viene capito dal popolo comune, ci ritroviamo che la scienza può essere manovrata dalla comunicazione, e rischiamo che l’1% dei scienziati, pure in malafede, hanno il seguito del 90% della popolazione, solo perchè dice loro quello che vogliono sentirsi dire. “La scienza non è democratica“, come dice spesso Burioni (che io non stimo, ma non per questo dice cose sbagliate), la velocità della luce non si decide per alzata di mano (– Piero Angela), quindi dire una cosa, o meglio, avere una opinione sulla scienza, non rende quell’opinione vera. La crisi della scienza è di non sapere comunicare a chi di scienza non si intende. Noi dovremmo fare studiare il metodo scientifico alle scuole medie: come una teoria scientifica diventa accettata, e come può essere tutto rimesso in discussione.

In questo periodo stiamo assistendo a manifestazioni #nomask, contrari all’uso della mascherina, a cui si sono aggiunti tutti i complottisti migliori: #novax, negazionisti e chissà chi altro. La prima (almeno, quella di cui sono a conoscenza) si è svolta a Berlino: sono stati più di 18 mila, tra cui novax, estrema destra (ma perchè? nel senso, cosa ci azzecca la politica con un movimento negazionista?), Robert Francis Kennedy Junior, nipote dell’ex presidente americano, rappresentanti del movimento QAnon (movimento nato da un utente di 4chan che si spacciava per persona che aveva accesso a documenti segreti, che dice che Trump stia combattendo contro i poteri forti, o Deep State)… insomma, tutta bella gente.

La seconda si è svolta a Roma ieri. Solo 1500 protestanti, ma tutte le migliori menti l’han sostenuta: Forza Nuova (organizzatori), Michelle Ferrari (pornoattrice), QAnon, «Popolo delle Mamme», no-vax, «Gli amici di Hulk», sovranisti, commercianti in crisi, Sara Cunial, la deputata No-Vax cacciata dal Movimento 5 Stelle, e Davide Barillari, anche lui ex-5 stelle. Povia, che è diventato il Signore del Complottismo, dopo aver vinto con la tristezza il Festival Di Sanremo ed essere poi stato dimenticato da tutti, ha fatto sapere che non ci sarebbe stato.

Per la millesima volta: NON CI SARÒ. MI MERAVIGLIO DEI GIORNALI. Non potrei mai andare in piazza con chi crede che il…

Pubblicato da Giuseppe Povia su Giovedì 3 settembre 2020

Anche il generale Pappalardo e i gillet arancioni, così come Vittorio Sgarbi, non ci sono andati, per ovvia avversione a Forza Nuova.

Si dovrebbe parlare di più di tali manifestazioni. Ma forse lo farò in un prossimo post. Stay tuned!

#IoVotoBoh al referendum 2020

Due cose sono infinite: l’universo e il numero di parlamentari in Italia.
E sull’universo nutro ancora dei dubbi

— Albert Einstein

Sono confuso, sono molto confuso. E’ il 2020, sono passati 4 anni da quando ci provò (e fallì) Renzi. All’epoca sembrava meglio. Ora sono proprio confuso. Molto più della maggior parte delle persone che conosco, che sfoggiando grandissime perle di citazioni prese probabilmente dai Baci Perugina, di cui ho provato a dare un esempio con la citazione a inizio post, si schierano senza problemi, decisi.
Mi domando se lo fanno con cognizione di causa, o se la gente, come al solito, pensa di avere ragione anche se non sa di cosa sta parlando. Citerò quindi la mia manifesta perplessità in un post su facebook che ho appena messo:

Vi stimo tutti tantissimo che, coi vostri slogan da Baci Perugina, avete così chiara la vostra posizione sul…

Pubblicato da Andrea Lorenzani su Sabato 5 settembre 2020

Ora, io ho cercato di farmi un’idea, ma è complicato. Prima di tutto, se senti i politici loro sono estremamente in conflitto di interessi, quindi non saprei di chi fidarmi. Se non senti politici, c’è pieno di gente “politicizzata”, cioè che non ha idee proprie, ma che ti dice quello che la sua fazione politica dice (ancora peggio complottisti, leghisti, o qualsiasi altro gruppo di persone che sceglie apertamente di non capire…).

Ho detto: “Ma diamo un’occhiata a Twitter!!!“, sembrava un’idea geniale prima di farlo.

Ok, magari qualcuno ha anche una ragione più valida, se la cerchi bene. E allora cerchiamola, no?

Non sto scherzando, gente!!! Se guardate su Twitter, è realmente molto difficile trovare buone motivazioni per il no. C’è giusto qualcuno un pò preoccupato per la rappresentanza, ma la discussione non è quasi mai sui contenuti, quanto, come sempre, sul “far cadere il M5S” o il PD. La costituzione toccata per battaglia politica, di partito, non per migliorare le leggi, modernizzarle, renderle più efficaci…
Forse è per questo che mi sento depresso: non si parla più del contenuto, ma della ragione politica. Allora ti coglie il sospetto: magari il no non ha argomentazioni valide, mentre il sì è pieno di buoni motivi. Teniamo presente che secondo me sto benedetto numero di parlamentari andrebbe ridotto, e mi sarebbe andata bene la riforma Renzi, che non passò proprio perchè se la addossò Renzi, che però aveva perso quella sua predominanza personale.

Vado su Twitter e cerco motivazioni per il Sì. E avverto confusione, tipo

Voglio dire: molti che votano per il no sostengono proprio quello: il referendum del 2016 era pensato su una riforma organica, questo è una sciabolata semplicemente numerica. Ovvio che siano due cose diverse. Ammetto che io fossi per il sì per entrambe, ma mi rendo conto delle differenze, e son differenze che possono muovere il tuo voto da SI a NO.

Il resto son quasi tutti Grillini che dicono “Grande Di Maio, sei tutti noi!!” e non danno molte motivazioni. Di nuovo, molto parlare stile tifoseria, pochi contenuti. E voglio sottolinearlo bene: non è che nessuno porti contenuti, è che molti non li hanno. E quelli votano. E lo dico perchè a quanto pare è stato fatto un sondaggio sulla volontà di voto per Mentana, e il risultato è passato da 82-86% per il sì del 26 giugno al 68-72% per il sì del 4 settembre. Se ne devono convincere tanti, altrimenti vincerà il sì.

Io non so bene quale sia la mia posizione, per ora resto sul boh! E anche per questo motivo non riporto motivazioni nè dell’una nè dell’altra fazione!
Stay tuned!

Jacob Blake e Black Lives Matter

Non abbiamo ancora smesso di discutere di #BlackLivesMatter per la morte di George Floyd che ecco un altro avvenimento raccapricciante.

Dunque, prima di parlare del nuovo caso, vorrei soffermarmi un minuto sul movimento #BlackLivesMatter perchè non è nato a Maggio del 2020, ma esisteva già dal 2013, anno della nascita, come protesta per l’assoluzione di George Zimmerman che aveva sparato a Trayvon Martin, diciassette anni. Ora, non voglio dilungarmi su quel caso, non lo conosco e dalla pagina di Wikipedia la faccenda è complicata. Però tenete presente che proprio il fatto che questi casi non si conoscano, è sintomo di quanti ne capitano. Se in Italia un diciassettenne viene crivellato quando è disarmato, in genere ce ne ricordiamo per un bel po’.

Ci sono troppi casi in America di persone di colore crivellate, così tanti che ormai si fa presto anche a trovarle su youtube (e scusate per le immagini un pò crude). E se cercate le notizie sui giornali, ce ne son così tante che alcune passano anche in secondo piano.

Diamo due numeri (presi da qui): nel 2019 sono state uccise dalla polizia 370 persone bianche e 235 nere e 158 ispaniche. Ora, incrociamo questi dati con la popolazione degli Stati Uniti (ad esempio, i dati attualmente qui che per il momento si riferiscono al 2019): I bianchi sono il 76.3% della popolazione, i neri sono il 13.4% e gli ispanici sono il 18.5%. Stando alle proporzioni sulla popolazione, se il 76.3% della popolazione genera 370 casi il 13.4% ne dovrebbe avere circa 65, non 235 (che in proporzione sono 3.6 volte di più del normale). In pratica, per ogni bianco che viene ucciso dalla polizia, ne vengono uccisi quasi 4 neri e quasi 2 (1.76) ispanici.

Dopo aver dato alcuni numeri, possiamo infine parlare del tema del nuovo scandalo. Veramente, mi sento abbastanza inadatto a trattare il tema, ma lascerò il più alle immagini. La storia, per come l’ho capita io, è che Jacob Blake, 29 anni, si era fermato a sedare una lite tra donne. Interviene la polizia, non si sa bene cosa succede, probabilmente i poliziotti vogliono arrestare anche Jacob, lui fa per tornare in macchina (dove c’erano i figli) e il poliziotto lo ferma e gli spara sette volte.

E niente, credo che non ci sia nulla da aggiungere.
Stay tuned!

Su J. K. Rowling la transfobica

J. K. Rowling, la creatrice della serie di romanzi su Harry Potter, scrittrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica, è con molta probabilità uno di quei geni idioti di cui Barbascura potrebbe parlare. Ottima scrittrice, sicuramente la sua saga più famosa (Harry Potter, appunto) è stata un’opera che aveva un suo perchè, e quindi ha appassionato un numero esagerato di fan in tutto il mondo. Poi però sarebbe dovuta finire nell’oblio (a parte, le va concesso, per le opere di filantropia come la lotta alla povertà, alla difesa delle fasce più deboli come donne e bambini, aiuto alla ricerca scientifica… e anche per il sostegno contro la Brexit, magari – insomma, alcune cose buone le fa anche).

Purtroppo ha un concetto di femminismo bizzarro, ed è un pelo transfobico. Tutto questo venne a galla a dicembre del 2019, quando sostenne la ricercatrice britannica Maya Forstater, licenziata dopo aver detto “il sesso biologico è un dato oggettivo e che le donne transessuali non sono vere donne” (in UK possono licenziarti per molto meno – potete trovare un articolo qui). Da lì la scrittrice ha iniziato a scrivere sempre più spesso su questo tema, prima discutendo in un tweet un articolo che parla di “persone che hanno il mestruo” (e scherzando, dicendo qualcosa tipo “come si chiamano più le persone che hanno il mestruo? Danne, Fonne…“), in questo modo sottolineando che le donne sono tutte e solamente quelle che hanno il mestruo. Questa frase la avvicina alla visione del mondo denominata TERF (Femminismo Radicale che Esclude i Trans), a cui si avvicinò ancora di più col seguente post

Per dirla chiaramente, la posizione della Rowling è semplicistica rispetto ad una tematica complessa. Per la Rowling sei donna se hai vagina, tette e mestruo. Altrimenti sei uomo. Almeno dal punto di vista biologico, da cui però derivano i diritti: per lei condividere i diritti delle donne coi diritti dei trans genera un problema di “invasione” di uomini nel mondo delle donne che è inaccettabile. L’esempio più ovvio? Se il tuo sesso non si basa sull’avere il pene, puoi fingerti trans e infilarti nel bagno delle donne e molestarle, perchè l’identità di genere è di difficile dimostrazione.

Per cercare di facilitare la comprensione della problematica, cercherò di dire qualcosa che attualmente viene considerato lo standard per psicologi, sociologi e antropologi: ogni persona si identifica sessualmente in base a tre parametri: il suo sesso biologico, quello di cui parla la Rowling cioè banalmente se hai gli organi genitali maschili o femminili (teniamo presente che anche sul sesso ci sono casi limite, sia dal punto di vista cromosomico che ormonale che di caratteristiche, che ci portano a dire che un sistema binario uomo-donna è sbagliato anche sul sesso), il suo genere (gender in inglese), che riguarda il modo in cui la persona si definisce basandosi su come la società identifica gli uomini con le donne (e qui si hanno i maggiori contrasti, nei casi di sessi maschili che si ritengono donne o vice versa, ma si possono anche avere interpretazioni di se stessi temporanee, o alternative, per esempio quando si ritiene di non far parte di un sistema binario uomo-donna), e infine l’orientamento sessuale, che altro non è che il tipo di persona da cui la persona che si sta cercando di definire è attratta (anche qui è difficile pensare a un sistema binario, perchè una persona potrebbe essere attratta da un’altra che non fa parte del sistema binario). Come ribadito precedentemente, è una problematica complicata e se volete leggervi qualcosa di più vi suggerisco questo articolo, che ha anche un ottimo glossario su alcuni termini moderni.

Essendo un tema delicato, vorrei solo osservare alcuni dettagli: per una persona che nasce in un corpo di un sesso a cui però non si sente di appartenere, non poter avere gli stessi diritti di una persona che si sente come lui/lei ma ha avuto (di già) la fortuna di nascere col corpo giusto può essere deprimente. Inoltre, se nasci in un corpo che è del sesso sbagliato stai pur sicuro che già dovrai passare un mucchio di umiliazioni e bullismi. Discriminare tali persone perchè se si estendono i diritti anche a loro, magari qualcuno che a tale diritti non dovrebbe avere accesso se ne approfitta lo reputo un pò eccessivo: primo, non ce li vedo tutti sti uomini a spacciarsi per trans per finire nel bagno delle donne (si ok, era un esempio, ma anche l’esempio vale il controesempio), secondo, quanto tali diritti diventerebbero un danno e quanto una soluzione? Il modo di dire “fatta la legge, trovato l’inganno” vale per tutte le leggi e tutti i diritti, allora non si dovrebbero più fare leggi.

Tre attori principali della serie di Harry Potter si sono discostati dalla posizione dell’autrice dei romanzi. Il messaggio univoco è “le donne transgender sono donne, gli uomini transgender sono uomini” ma, sebbene di solito sia colpito dalla genialità di Emma Watson, mentre questa volta non si sia sprecata più del solito, e lo stesso Eddie Redmayne, il migliore questa volta è stato Daniel “Harry Potter” Radcliffe nella sua lettera, che vi consiglio di leggere.
E fanculo a chi si fa sempre i cazzi sulla vita degli altri!!!
Stay tuned!

PS: ho parlato di questo tema perchè oggi è tra i trending topics su Twitter #IStayWithJKRowling. Non so come mai, forse lo scoprirò, ma avere un minimo di background non faceva male